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Tra i nipotini del Nazismo, quelli che più hanno ereditato una certa efferatezza ideologica, grossolana e violenta, mi pare che siano gli animalisti.
Centinaia di migliaia di occidentali, pingui del loro benessere, dai loro comodi divani (e anche da quelli scomodi, perché il benessere talvolta è solo simulato ma questo è un altro discorso) si lasciano andare a rozze considerazioni pseudo naturalistiche, come era di certi dame aristocratiche annoiate che servivano cibo raffinato ai loro cagnetti, maltrattando la servitù. Hanno generalmente un frasario comune, a dire il vero piuttosto limitato. Come le loro idee. Cresciuti con l’idiozia dei film Disney, questi sciagurati portano in giro strani concetti, sui quali edificano case di imbecillità concettuali. Sono quelli che gli animali sono migliori degli uomini sempre e comunque, fondamentalmente (che poi a guardare loro, il sospetto assume fondatezza). E sono quelli che adesso, stanno con l’orso.
Per i pochi che non conoscessero la vicenda: il 6 aprile scorso, Andrea Papi, 26 anni, mentre faceva una corsa di allenamento è stato ucciso da un’orsa. E, va spiegato subito, non in un bosco lontano chilometri dal centro abitato. Perché in molte zone del Trentino, dove è avvenuta la vicenda, capita spesso così, si ha praticamente il bosco sotto casa. Si evitino subito, se ne sono lette parecchie, le odiose argomentazione del “se l’è cercata”. Le abbiamo già sentite per delitti eccellenti della nostra storia recente (Pasolini e Ambrosoli, tra gli altri) e le sentiamo spesso quando si commenta ad esempio lo stupro di una donna perché va in giro di notte da sola. Andrea Papi non se l’era neanche cercata. È stato sbranato da un animale selvatico, in un luogo dove da tempo ci sono degli insediamenti umani. E sapete di chi è la colpa? Sì, cari animalisti, la colpa è vostra. È il vostro untuoso e criminal-Disneyano pensiero che ha mosso la politica europea a ripopolare una zona, senza alcun criterio razionale, di sicurezza, in definitiva di rispetto, verso l’uomo e verso la natura. Perché spostare casse di orsi dalla Slovenia al Trentino non ha nulla di naturale, anzi è semmai un intervento dell’uomo sulla natura, come qualunque altro atto umano, che è appunto sempre un opus contra naturam.
È ora che ve ne rendiate conto: l’uomo da quando ha messo il becco su questo pianeta, è potuto sopravvivere soltanto intervenendo sulla natura, modificandola a suo vantaggio. È stata forse la sua più grande virtù. E se in passato non ha abusato di questa sua qualità, lo ha fatto soltanto perché non lo ha ritenuto opportuno, non perché non lo ha ritenuto giusto. Provate a riflettere, amici degli animali, anche i vostri guinzaglietti, le cure mediche, alimentari, le copertine che fate indossare ai vostri cani o ai vostri gatti, non hanno nulla a che fare con la natura. Sono anch’essi degli interventi dell’uomo, delle modifiche alla realtà naturale del mondo (questi si, semmai ingiusti oltre che inopportuni). Aprite gli occhi, natura non è ciò che voi dite di amare e di difendere. Natura non sono gli animaletti delle pubblicità, gli amici pelosetti (vi avessi mai visto baciare un cobra o abbracciare un bel topo di fogna…) e altre stronzate. Quelle sono semplici proiezioni di questo uomo occidentale che siamo diventati. Così come gli orsi non sono Yoghi o Bubu o Baloo. Ma sono animali selvatici guidati dall’istinto di sopravvivenza che non ci penserebbero due volte nel farvi fuori. Perché la natura, cari animalisti, non conosce diritti:
che è crudele e spietata. Del resto, non so voi ma io non ho mai visto una gazzella nella savana reclamare un giusto processo prima di essere attaccata da un leone, nessun avvocato a difenderla. Natura è dolore, violenza, sopraffazione. Natura sono le alluvioni, gli uragani, le eruzioni, i terremoti (che ne dite, vogliamo fare una bella raccolta firme contro le case antisismiche perché non rispettano la natura?) E natura, purtroppo è l’orso che sbrana l’uomo, se gli capita a tiro. Ecco perché a me non sarebbe particolarmente dispiaciuto se quell’animale fosse stato abbattuto, visto che oramai è acclaratamente pericoloso, perché preferisco salvaguardare la mia specie, così come lui ha creduto di fare con la sua. E questa semmai è cosa naturale, molto più di tutte le vostre idiozie animaliste. Però non accadrà, stando alle ultime notizie. La grancassa mediatica ha sortito di nuovo il suo giudizio imbecille, il popolo dei post condivisi, analfabeta scrivente, ha sentenziato, scatenando il putiferio come dei novelli Eliseo. In un colpo solo abbiamo offeso la natura, gli orsi, il bosco, il Trentino e soprattutto l’uomo. E allora mi viene da pensare al povero Andrea e mi viene da chiedergli scusa, se anche sulla sua morte siamo riusciti a essere così ridicoli. E mi verrebbe da dirgli che se invece di un orso fosse stato ucciso da un “extracomunitario”, forse sarebbe stato meglio. Perché da questa storia forse, ho imparato soprattutto questo. In questa grande e desolante confusione, a forza di trattare gli animali come gli uomini, trattiamo sempre più gli uomini come animali. E tutti quelli che sostengono che un cane è migliore di un uomo, dimostrano plasticamente quanto in certi casi sia vero. Col loro esempio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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