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Resistenza e sparizione, la nuova raccolta poetica di Sergio Bertolino

La nuova raccolta poetica di Sergio Bertolino

C’è un ardore di conoscenza e di ricerca, da sempre, nella poesia di Sergio Bertolino.

Queste le parole che aprono l’attenta postfazione di Giancarlo Pontiggia a Resistenza e sparizione, la nuova raccolta di poesie dell’autore. A tre anni di distanza da La sete (Marco Saya, 2020 – Premio Umbertide XXV Aprile 2022), definita sempre dallo stesso Pontiggia “uno dei libri più intensi e dirompenti che avevamo letto negli ultimi anni”, Bertolino torna in libreria con una raccolta nel quale il lavoro sulla lingua è altezza che colora i versi di quell’eterno che in poesia spesso non si tende più a considerare. La raccolta arriva anche ad alternare poesie in lingua italiana a poesie in dialetto reggino (‘u riggitanu), ovvero a quella variante diatopica appartenente al gruppo meridionale estremo delle lingue italo-romanze, parlato nella città di Reggio Calabria e in parte della Calabria meridionale.

Il gesto di Bertolino traccia da subito le coordinate per incontrare una poesia alta, radicata dentro un’antichità di valori sacri oggi se non perduti quantomeno non più considerati. È compito del poeta – o dell’animo sensibile chiamato ad esprimersi attraverso un qualunque gesto artistico – restare dentro al tempo che vive, certo, ma penso sia anche un dono particolarmente importante quando un poeta (o un artista, diciamo) riesce a portare nel suo presente luoghi antichi (e se vogliamo mai del tutto superati) ma dai quali non possiamo esimerci di provenire. Bertolino ha cuore e mente all’aria del nostro tempo, ma non ha dimenticato le radici della sua terra nativa e quanto questa sua terra abbia contribuito a farlo evolvere in voce che oggi ne è diventata il racconto. C’è una continuità tra ricerca e provenienza, il bisogno di proseguire un discorso iniziato con La sete (che giustamente viene considerato esordio ufficiale) e trovarlo oggi in Resistenza e sparizione più maturo e di conseguenza più attento e teso all’umano. Si fa presto a parlare di umanità nella poesia, come si fa presto a definirla un’esternazione di sensibilità, o un’antenna attraverso la quale captare i segnali del tempo presente, ma è anche giusto farlo: parlarne, sottolineando a costo di diventare ripetitivi quell’urgenza e quella fatica che sono la cifra dello scrivere poesia sentendo realmente la poesia. In questo Bertolino riesce ed è convincente, proprio perché in primo luogo è un appassionato amante della poesia del Novecento e giù per i secoli a ritroso. Legge molto e bene, Bertolino. E non possono non rimanere in lui le suggestioni degli autori che hanno fatto grandi i “tempi” rendendoli fissati dentro un’eternità.

Sergio Bertolino è nato a Reggio Calabria nel 1984 e vive a Torino, dove insegna Lettere alle scuole superiori. Cofondatore e codirettore di «Avamposto», ha pubblicato le raccolte di versi Chiave di volta (Nulla Die, 2018), La sete (Marco Saya, 2020 – Premio Umbertide XXV Aprile 2022) e Resistenza e sparizione (Avagliano, 2023).

Carlo di Francescantonio

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