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Presidente o Presidentessa Meloni? Ecco cosa probabilmente direbbe Carla Lonzi tra falso e vero femminismo

Presidente o Presidentessa Meloni? Oppure, il Presidente o la Presidente?

Probabilmente una femminista come Carla Lonzi riderebbe di un riso amaro, ritenendo la questione insignificante. Porrebbe, invece, una domanda ben più radicale. Come scrive in Sputiamo su Hegel:

L’uguaglianza disponibile oggi non è filosofica, ma politica: ci piace, dopo millenni, inserirci a questo titolo nel mondo progettato da altri? Ci pare gratificante partecipare alla grande sconfitta dell’uomo?

spiegando:

Per uguaglianza della donna si intende il suo diritto a partecipare alla gestione del potere nella società mediante il riconoscimento che essa possiede capacità uguali a quelle dell’uomo. Ma il chiarimento che l’esperienza femminile più genuina di questi anni ha portato sta in un processo di svalutazione globale del mondo maschile. Ci siamo accorte che, sul piano della gestione del potere, non occorrono delle capacità, ma una particolare forma di alienazione molto efficace. Il porsi della donna non implica una partecipazione al potere maschile, ma una messa in questione del concetto di potere. È per sventare questo possibile attentato della donna che oggi ci viene riconosciuto l’inserimento a titolo di uguaglianza.

Alla luce di queste parole, i festeggiamenti per l’elezione della prima donna capo del governo paiono frettolosi e poco accorti. Ci si fa bastare quella «partecipazione al potere maschile» in luogo di una sua «messa in discussione». Vedere la donna come entità puramente biologica non fa onore alle battaglie più serie del femminismo più autentico. Del resto già l’introduzione delle “quote rosa” era una chiara espressione del depotenziamento del femminino. Fanno bene all’animo considerazioni come questa di Carla Lonzi, fa bene l’individuazione di un vero problema, persino senza averne la soluzione. Fa bene invocare un paradigma nuovo, che deve essere, giustamente, come lei scrive, filosofico e non solo politico o giuridico. O siamo dentro una cosa così complessa o non siamo.

Colpisce l’espressione “alienazione efficace”. La scarsa qualità dell’uomo è data per assodata e rilancia – come una profezia, visto l’anno di composizione del testo, il 1970 – quanto già allora non possedere delle capacità fosse funzionale, e quanto di più lo sarebbe diventato in un’epoca successiva, quale è la nostra. Funzionale all’omologazione, in sintesi. Una visione lucida e puntualmente verificata. Con l’elezione di una donna che ci tiene a farsi chiamare Presidente, se facciamo bene a leggerci una valenza simbolica, l’attentato della donna al potere di cui parla Carla Lonzi è effettivamente stato sventato.

Paolo Sortino

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