Accadono troppe cose. Dunque escono troppi libri. La media è 200/250 al giorno. La professione è in ritardo. Sarà così fino alla fine. Nell’eccitazione dell’ambiente di lavoro. Nell’indifferenza della società.
Condivisibili le osservazioni di Moravia sul frastuono del rock, pure quel frastuono lo abbiamo cercato; intanto che la memoria torna alle cene con Rick Hutton, tra i conduttori del canale, dove il cibo era inferiore al vino – non come qualità.
Da un’altra pacchetto spunta un’antologia di Roberto Roversi, il poeta bolognese che scrisse i testi per Lucio Dalla. Un vuoto di memoria ci porta ad aprire la rubrica e a controllare. Quando lo rintracciamo, ci sembra di avercelo di fronte.
In una circostanza Artaud (sul quale Mick Jagger anni fa era pronto a fare un film) specificò che lo spettatore, al termine di uno spettacolo, dovrebbe tornare a casa consapevole di aver preso parte ad un “…momento cruciale”.
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