Opera femminista

La Massoneria Mista compie 130 anni e Le Droit Humain dà alle stampe l’opera della femminista Maria Deraismes. L’intervista

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Con atteggiamento garantista per la tutela dei diritti e dei principi costituzionali, il nostro settimanale si è occupato di Massoneria, in particolare in questo articolo e in quest’altro. Crediamo che le nostre siano osservazioni di buon senso; tuttavia, per suffragare le nostre stesse affermazioni abbiamo voluto capirci di più. Abbiamo voluto osservare da vicino il complesso e variegato mondo della Massoneria, con le sue tradizioni, le sue vicende storiche, le sue filosofie, i suoi personaggi. Con alcuni di questi sono nate lunghe e interessanti conversazioni e siamo persino arrivati a fare progetti insieme, come è accaduto con l’Ordine Massonico Misto Internazionale Le Droit Humain, un Ordine che compare poco sulla stampa nazionale eppure ha all’attivo 32.000 iscritti in 64 nazioni e con il quale il nostro Editore pubblicherà a breve un libro importante, di cui avremo modo di parlare. 

Per l’occasione abbiamo intervistato Daniela Carini, che dal settembre 2020 è alla guida del Consiglio Nazionale della Federazione italiana e che ringraziamo per la disponibilità. 

Presidente, cominciamo con il 4 aprile. Per il vostro Ordine ha una valenza storica e simbolica importante. Ce ne vuole parlare?

Il 4 aprile 2023 ricorre la fondazione del nostro Ordine, il primo a dare modo alla Donna di entrare in Massoneria. Ma fin da subito non si fermava alla parità di genere l’inclusione pensata dai nostri Fondatori. Si estende alla creazione del concetto e della pratica di continuità iniziatica per far continuare nei Gradi superiori al terzo il Cammino iniziatico di tutti i suoi iscritti, all’internazionalismo, al federalismo, all’apertura delle porte del Tempio anche a chi avesse avuto sensibilità spirituali più inclini alla filosofia che non al credo religioso. La nostra storia si è sviluppata in 130 di lavoro continuo, con sincero spirito di Fratellanza e comunità d’intenti e con il cuore rivolto al progresso dell’Umanità, in un contesto internazionale, senza confini dove la Tradizione e le nuove idee si sono fuse in armonia e in Libertà d’intenti.

130 anni di Massoneria Mista130 anni di storia ininterrotta, dunque. Ci siamo molto documentati sul vostro sito – il blog è generoso di documenti e pubblicazioni – e in alcune occasioni avete scritto che avere o non avere una storia alle spalle non è la stessa cosa. In effetti, nel dibattito pubblico, si affaccia di tanto in tanto la questione di Ordini e Obbedienze che nascono dal giorno alla notte, con la conseguente domanda su quanto siano seri. Ora, 130 anni di storia non sono pochi e immaginiamo abbiano accolto molte trasformazioni, nel tempo. Qualcosa rimane di una tradizione, qualcos’altro si perde per acquisire nuove caratteristiche. Quali sono i tratti ancora integri del primo Droit Humain e quali le direzioni intraprese per affrontare il nostro tempo?

In 130 anni possiamo dire con orgoglio che il nostro Ordine non ha mai avuto scissioni. L’evoluzione del DROIT HUMAIN si è manifestata nel tempo e nello spazio mantenendo quei valori di assoluta trasparenza e onestà d’intenti che fanno parte del suo DNA. È nato con la consapevolezza che, sebbene nel solco della tradizione, la Massoneria doveva rinnovarsi nell’interno perché i principi di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza potessero svilupparsi nello spazio sacro e manifestarsi concretamente nello spazio profano.

130 anni di impegno nei territori difficili del pianeta, portando strumenti di lavoro per una civilizzazione che non ha mai fine. 130 di lotte per i diritti della donna, per l’igiene, l’alfabetizzazione, i diritti dei lavoratori, i diritti dell’infanzia, l’alcolismo e il tabagismo minorili, per fare degli esempi. Tradizione e Innovazione sono le due direzioni che seguiamo da sempre, per un mondo più fraterno e coeso. È la prima Massoneria a occuparsi oggi di ambiente, ad accettare le nuove sfide globali per contrastare le quali tanto più sono attuali e necessari gli strumenti dell’universalismo, da noi sempre più declinato e sempre aggiornato, nel rispetto della Tradizione e dei Maestri passati.

Andando a spulciare alcuni documenti storici, abbiamo visto che fino agli anni Sessanta del Novecento, in riferimento al Droit Humain si usava l’espressione “Rito Misto”. Ci pare fosse una abbreviazione utile a comprende al volo di quale organizzazione si stesse parlando, appunto l’unica che facesse lavorare insieme uomini e donne, ma in realtà il Rito era ed è ancora oggi quello Scozzese Antico e Accettato, è corretto? Parliamo della sua versione tradizionale, la stessa in uso in tante altre Obbedienze o ci sono effettivamente delle differenze?

MassoneriaPotrebbero esserci delle minime differenze, ma il Rito Scozzese Antico ed Accettato è universale e accomuna il lavoro dei Massoni che praticano questo Rito. Per Rito Misto si intende comunemente  il lavoro tra uomini e donne, non riteniamo che possano esserci differenze di genere tra i Massoni e che le donne non possano avvicinarsi al percorso massonico.  Ci sono Obbedienze solo maschili la cui tradizione nega alle donne la possibilità di essere Massoni e ci sono Obbedienze solo femminili, ma questa è una libera scelta, un metodo di lavoro che però non esclude il riconoscimento degli uomini come Massoni.

L’inclusione della donna in Massoneria è opera vostra. Con l’Iniziazione di Maria Deraismes prima, e la creazione del Droit Humain poco dopo, le donne hanno potuto accedere alla Massoneria con la stessa dignità degli uomini. Diversi altri Ordini oggi “accettano” le donne, ma il vostro Ordine sembrerebbe l’unico che lavori ancora a una inclusione totale dell’”Altro”, con altre vostre caratteristiche, come la continuità iniziatica e l’internazionalismo. Sulla carta sembrano modalità organizzative al pari di altre, invece quanto, davvero, sono vissute dagli iscritti? Veramente ci sono scambi tra Federazioni, viaggi, esperienze comuni per gli iscritti di ogni grado?

La continuità iniziatica consente un percorso evolutivo lineare attraverso i vari gradi della Massoneria dal I al XXXIII, insieme si inizia e insieme si conclude la via Massonica, anche se non possiamo mai parlare di conclusione perché questo percorso richiede lo sviluppo costante della capacità di visione, di discernimento e anche di correzione.

I contatti e gli scambi con le altre Federazioni sono costanti dalla Francia al Giappone, dagli Stati Uniti all’Australia, dall’America meridionale alla Russia passando per l’Africa, dal Sudafrica alle coste del Mediterraneo. L’Internazionalismo del nostro Ordine consente un’ampia visione di insieme e apre a prospettive diverse e di integrazione, che sono un bene sia per la crescita personale sia per il contributo che possono portare allo sviluppo dell’umanità.

Opera femministaC’è una novità importante a proposito di Maria Deraismes, scrittrice, conferenziera, intellettuale protagonista della “Prima ondata femminista” insieme a Léon Richer, Louise Michel, Hubertine Auclert, Wollstoncraft solo per citare alcuni nomi. Il nostro editore sta per dare alle stampe un’opera centrale nella produzione della vostra illustre fondatrice. Ci vuole parlare brevemente dell’opera e di questa collaborazione editoriale?

La Federazione Italiana ha stabilito un accordo con la casa editrice “Edizioni dello Straniero” e per la prima volta in lingua italiana i lettori e le lettrici, Profani e non solo, avranno la possibilità di leggere Eva nel mondo, un testo centrale del pensiero e della produzione saggistica della nostra Fondatrice, Maria Deraismes. Un’opera ancora attualissima sulla critica sociale, i diritti della donna e la parità di genere.

L’opera, realizzata con un contributo della Federazione italiana e pubblicata in due volumi, vedrà la stampa a breve. Il primo, infatti – sebbene sia già visibile sulle maggiori piattaforme di distribuzione online – sarà materialmente disponibile tra due o tre settimane; il secondo andrà in stampa in autunno. Con la traduzione di Alessandro d’Agostini e la prefazione di Carlotta Cossutta, ricercatrice conosciuta e apprezzata nell’ambito degli Studi di genere, questa prima pubblicazione segna un momento importante della storia della nostra Federazione e delle sue attività. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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